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Il personaggio “montesacrino doc” che andremo a presentare
in questa rubrica, è un personaggio un po’ particolare,
dato che non è nato nel quartiere come la maggior parte di
quelli da noi presentati, ma vi ha risieduto per ben quasi
20 anni, dal 1953 fino alla sua morte, avvenuta in via
Montecristo nel 1972, e che a queste nostre atmosfere ha
dedicato stralci di sue opere, facendole vivere – per
usare le sue parole – “con i piedi fortemente poggiati
sulle nuvole” (da “Diario degli errori”.
Ennio Flaiano
nacque a Pescara il 5 marzo 1910, nelle vicinanze della
casa di Gabriele D’Annunzio. La sua opera narrativa è
percorsa da un'ironia pungente e dal vivo senso del
grottesco e le sue battute, divertenti e sarcastiche, sono
raccolte nel volume “Aforismi”.
Esordì nel giornalismo, come critico
cinematografico e teatrale, e vinse il Premio Strega
con il romanzo “Tempo di uccidere”, ispirato
dall’esperienza da sottotenente durante la campagna
d’Africa del 1947 (successivamente, nel
1989, l’opera divenne – grazie al regista Giuliano
Montaldo - una produzione cinematografica).
Ha lavorato per il cinema come autore di soggetti e
sceneggiature per registi quali, tra gli altri, Antonioni,
Blasetti e Fellini.
Dei racconti, possiamo ricordare, nel 1956, “Diario
notturno”, nel 1959 “Una e una notte” (entrambi
editi da Bompiani), nel 1960 “Un marziano a Roma” (Einaudi)
e nel 1970 “Il gioco e il massacro” (Rizzoli), che
gli frutta il Premio Campiello.
Nel 1971, esce “Un marziano a Roma e altre farse” (Einaudi),
e nel 1972 “Le ombre bianche” (Rizzoli).
Sono usciti postumi, fino a oggi, diciotto volumi tra cui
anche due testi cinematografici, entrambi de1 1989,
Progetto Proust (Bompiani) e Tonio Kroger (Manni),
ripresi, quasi tutti e con l'aggiunta di inediti, nei due
volumi delle Opere (Classici Bompiani), stampati nel 1988
e 1990.
La sua attività nella cinematografia, come abbiamo già
accennato, è legata soprattutto all'intensa collaborazione
con il grande regista Federico Fellini, per il quale,
oltre a curare la realizzazione di “Ladri di biciclette”
con Vittorio De Sica, scrive anche – a partire dal 1951 -
le sceneggiature di “Luci del varietà” e “Giulietta
degli spiriti” (1965), senza dimenticare le
sceneggiature di indimenticabili capolavori del cinema
italiano quali “I Vitelloni”, “Lo Sceicco bianco”,
“La Strada”, “La dolce vita”, “Le Notti
di Cabiria” e “Otto e mezzo”. |