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Parchi, Riserve naturali e aree
verdi di vario genere "costituite da aree terrestri, fluviali,
lacuali che contengono una o più specie rilevanti della flora e della
fauna, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per le diversità
biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche"
(articolo 5 L.R. n. 29/97), rappresentano oggi un punto essenziale non
solo per la tutela dell’ambiente (leggi soprattutto lotta
all’inquinamento), ma anche centri “di presidio” a vantaggio della
“memoria contadina” di cui pure Roma è figlia ma che sta perdendo
forse per sempre.
Sotto questo punto di vista, quale migliore occasione di rivalutare i due
grandi “polmoni verdi” che accerchiano il nostro territorio?
Si tratta di spazi urbani apparentemente – ma, a guardar bene, solo
apparentemente – abbandonati a se stessi, che però contribuiscono ad
uno sviluppo culturale a 360°, e alla diffusione di attività economiche
che si credeva perdute quali retaggi del passato.
Non certo di secondaria importanza è la vocazione didattica: vi hanno
luogo infatti iniziative specifiche per le scuole e per chiunque volesse
approfondire tematiche ignote a molti uomini e donne, “cittadini” che
magari pensano che la ricotta sia frutto della tecnologia avanzata.
Concretamente, nel nostro territorio, possiamo contemplare 3 grandi
superfici interessate a questa destinazione:
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- Tratto
urbano della Valle dell’Aniene
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