|
Le
origini di San Polo dei Cavalieri
Chiamato
in principio "Castrum Sancti Pauli", le prime notizie storiche
sicure relative a San Polo dei Cavalieri (distante circa 44 km.
da Roma, a 651 m. s.l.m. e con una superficie di circa 42
chilometri quadrati) risalgono al 1081, quando papa Gregorio VII decretò la sua appartenenza legale ai monaci
dell’Abbazia di San Paolo f.l.m.
Nelle
loro mani restò per circa trecento anni, e precisamente fino
al 1390, allorché Bonifacio IX lo concesse alla casata degli
Orsini quale sorta di "premio" per i favori fatti dalla
nobile famiglia al Soglio di Pietro.
In
questo periodo, ebbero inizio importanti lavori di difesa
militare, ed il borgo divenne sicura località di rifugio per
i Cardinali obbligati a fuggire da Roma ogniqualvolta che, a
prologo dell’elezione del nuovo pontefice, si verificavano
sanguinose faide tra quelle casate che puntavano a conquistare
il Soglio pontificio.
Soltanto
nel 1429, però, venne messo "nero su bianco" il contratto
di cessione tra i Religiosi di San Paolo e gli Orsini, e dopo
ulteriori 50 anni Napoleone Orsini promulgò il primo
Statuto.
Nel
1558 il castello-paese passò ancora di mano, e fu ceduto ai
Cesi che provvidero a comporre il nuovo Statuto.
Poco
tempo dopo, San Polo, come del resto anche Roma, fu "percosso" dalla peste che falcidiò i suoi cittadini
tanto che al termine della tremenda infezione, nel 1656, si
poterono contare appena 377 abitanti.
Nel
XVIII secolo, la Rocca e le campagne circostanti andarono in
gestione alla famiglia Trusiani, dal momento che gli ultimi
proprietari subentrati ai Cesi, i Borghese, le fecero cadere
in abbandono. Fu in questa fase che il "titolo" San Polo
fu specificato con l’aggiunta "dei Cavalieri",
probabilmente in ricordo del passaggio di certi Cavalieri
francesi dell’Ordine di San Giovanni.
Nel
1871 si tennero le prime libere elezioni municipali. Il
neoeletto Sindaco, dovette da subito affrontare uno spinoso
problema: dato che la cittadinanza aumentava a vista
d’occhio e le riserve d’acqua non bastavano più, fu
inevitabile la realizzazione del primo acquedotto del paese:
il cosiddetto "Riu vecchio" in piazza della
Vittoria.
Tuttavia,
le difficoltà legate alla cronica mancanza d’acqua non
cessarono, anzi, visto che agli inizi del ‘900 anche la
frazione di Marcellina
– che ancora non si era costituita in Comune autonomo, ma
dipendeva da San Polo – aveva visto crescere la propria
popolazione. Perciò, l’Amministrazione, dovette provvedere
a realizzare, dopo un così breve lasso di tempo, un nuovo
acquedotto (di circa 12 chilometri di lunghezza, per un costo
di più di 200.000 lire) e ad acquistare due fonti dal comune
di Roccagiovine.
Negli
anni seguenti, il borgo fu “teatro” di una forte
trasformazione, testimoniata, tra l’altro,
dall’inaugurazione di alberghi e ristoranti che poterono così
ospitare i villeggianti provenienti dalla Capitale,
raggiungibile per mezzo del servizio di trasporti
automobilistici aperto al pubblico nel
1920 dai Fratelli Meucci.
Nel
1922 giunge a San Polo anche l’elettricità per
l’illuminazione pubblica; nel 1968 fu fondata la Scuola
Media, grazie alla quale tanti giovani del paese ebbero la
facoltà di proseguire gli studi senza dover emigrare. Infine,
tre anni dopo, nel 1971, San Polo ha per la prima volta una
donna come Sindaco.
Attualmente,
risiedono sul territorio comunale 2295 abitanti.
Interessanti
e caratteristiche ricorrenze sanpolesi sono: a Natale,
presepe
vivente nella Chiesa e per le vie del Paese Vecchio; per
l’Epifania, l’arrivo dei Re Magi (figuranti); a Pasqua,
figurazione della passione di Cristo durante la processione
del “Cristo morto”; per il Corpus Domini, infiorata del
corso del paese dove si snoderà poi la processione.
San
Polo dei Cavalieri si può raggiungere in triplice modalità:
servendosi della ferrovia, delle autolinee del CO.TRAL.,
oppure del mezzo privato.
Utilizzando
la ferrovia, ci si dovrà recare alla stazione Tiburtina,
da dove partono i collegamenti per
Tivoli, e da qui, con la
corriera, si raggiungerà la nostra meta finale.
Se
invece si preferisce servirsi della linea bus del
CO.TRAL., dovremo recarci al piazzale antistante
la fermata "Ponte Mammolo" della metro "B", da dove ha inizio il collegamento.
In tal caso, però,sarà bene ricordare che l'Azienda prevede
due sole corse in direzione San Polo (alle ore 09.00 e alle
ore 13.45) ed una in direzione Roma (alle ore 07.00) per un
tragitto della durata di circa 1h e 15'.
I
più pigri, infine, che non vogliono lasciare a casa
l’automobile, potranno scegliere fra due strade: o
utilizzare
l'autostrada A24 in direzione de L'Aquila, uscire a
Vicovaro-Mandela in direzione di Tivoli, per poi percorrere la
Tiburtina Valeria fino al bivio per San Polo; da qui, altri 8
Km vi condurranno al paese. Oppure prendere la Tiburtina
Valeria fino a Tivoli; seguire le indicazioni per
Avezzano-Subiaco: dopo circa 3,5 Km si apre il bivio per San
Polo; percorrere altri 400 mt. prima di prendere a sinistra e
proseguire ancora per 8 Km di strada di montagna. |