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27-02-2008

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San Polo dei Cavalieri

Le origini di San Polo dei Cavalieri

Chiamato
in principio "Castrum Sancti Pauli", le prime notizie storiche sicure relative a San Polo dei Cavalieri (distante circa 44 km. da Roma, a 651 m. s.l.m. e con una superficie di circa 42 chilometri quadrati) risalgono al 1081, quando papa Gregorio VII decretò la sua appartenenza legale ai monaci dell’Abbazia di San Paolo f.l.m.
Nelle loro mani restò per circa trecento anni, e precisamente fino al 1390, allorché Bonifacio IX lo concesse alla casata degli Orsini quale sorta di "premio" per i favori fatti dalla nobile famiglia al Soglio di Pietro.
In questo periodo, ebbero inizio importanti lavori di difesa militare, ed il borgo divenne sicura località di rifugio per i Cardinali obbligati a fuggire da Roma ogniqualvolta che, a prologo dell’elezione del nuovo pontefice, si verificavano sanguinose faide tra quelle casate che puntavano a conquistare il Soglio pontificio.
Soltanto nel 1429, però, venne messo "nero su bianco" il contratto di cessione tra i Religiosi di San Paolo e gli Orsini, e dopo ulteriori 50 anni Napoleone Orsini promulgò il primo Statuto.
Nel 1558 il castello-paese passò ancora di mano, e fu ceduto ai Cesi che provvidero a comporre il nuovo Statuto.
Poco tempo dopo, San Polo, come del resto anche Roma, fu "percosso" dalla peste che falcidiò i suoi cittadini tanto che al termine della tremenda infezione, nel 1656, si poterono contare appena 377 abitanti.
Nel XVIII secolo, la Rocca e le campagne circostanti andarono in gestione alla famiglia Trusiani, dal momento che gli ultimi proprietari subentrati ai Cesi, i Borghese, le fecero cadere in abbandono. Fu in questa fase che il "titolo" San Polo fu specificato con l’aggiunta "dei Cavalieri", probabilmente in ricordo del passaggio di certi Cavalieri francesi dell’Ordine di San Giovanni.
Nel 1871 si tennero le prime libere elezioni municipali. Il neoeletto Sindaco, dovette da subito affrontare uno spinoso problema: dato che la cittadinanza aumentava a vista d’occhio e le riserve d’acqua non bastavano più, fu inevitabile la realizzazione del primo acquedotto del paese: il cosiddetto "Riu vecchio" in piazza della Vittoria.
Tuttavia, le difficoltà legate alla cronica mancanza d’acqua non cessarono, anzi, visto che agli inizi del ‘900 anche la frazione di Marcellina – che ancora non si era costituita in Comune autonomo, ma dipendeva da San Polo – aveva visto crescere la propria popolazione. Perciò, l’Amministrazione, dovette provvedere a realizzare, dopo un così breve lasso di tempo, un nuovo acquedotto (di circa 12 chilometri di lunghezza, per un costo di più di 200.000 lire) e ad acquistare due fonti dal comune di Roccagiovine.
Negli anni seguenti, il borgo fu “teatro” di una forte trasformazione, testimoniata, tra l’altro, dall’inaugurazione di alberghi e ristoranti che poterono così ospitare i villeggianti provenienti dalla Capitale, raggiungibile per mezzo del servizio di trasporti automobilistici aperto al pubblico nel 1920 dai Fratelli Meucci. 
Nel 1922 giunge a San Polo anche l’elettricità per l’illuminazione pubblica; nel 1968 fu fondata la Scuola Media, grazie alla quale tanti giovani del paese ebbero la facoltà di proseguire gli studi senza dover emigrare. Infine, tre anni dopo, nel 1971, San Polo ha per la prima volta una donna come Sindaco.
Attualmente, risiedono sul territorio comunale 2295 abitanti.
Interessanti e caratteristiche ricorrenze sanpolesi sono: a Natale, presepe vivente nella Chiesa e per le vie del Paese Vecchio; per l’Epifania, l’arrivo dei Re Magi (figuranti); a Pasqua, figurazione della passione di Cristo durante la processione del “Cristo morto”; per il Corpus Domini, infiorata del corso del paese dove si snoderà poi la processione.
San Polo dei Cavalieri si può raggiungere in triplice modalità: servendosi della ferrovia, delle autolinee del CO.TRAL., oppure del mezzo privato.
Utilizzando la ferrovia, ci si dovrà recare alla stazione Tiburtina, da dove partono i collegamenti per Tivoli, e da qui, con la corriera, si raggiungerà la nostra meta finale.
Se invece si preferisce servirsi della linea bus del CO.TRAL., dovremo recarci al piazzale antistante la fermata "Ponte Mammolo" della metro "B", da dove ha inizio il collegamento. In tal caso, però,sarà bene ricordare che l'Azienda prevede due sole corse in direzione San Polo (alle ore 09.00 e alle ore 13.45) ed una in direzione Roma (alle ore 07.00) per un tragitto della durata di circa 1h e 15'.
I più pigri, infine, che non vogliono lasciare a casa l’automobile, potranno scegliere fra due strade: o
utilizzare l'autostrada A24 in direzione de L'Aquila, uscire a Vicovaro-Mandela in direzione di Tivoli, per poi percorrere la Tiburtina Valeria fino al bivio per San Polo; da qui, altri 8 Km vi condurranno al paese. Oppure prendere la Tiburtina Valeria fino a Tivoli; seguire le indicazioni per Avezzano-Subiaco: dopo circa 3,5 Km si apre il bivio per San Polo; percorrere altri 400 mt. prima di prendere a sinistra e proseguire ancora per 8 Km di strada di montagna.

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