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27-02-2008

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Scandriglia

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Anche il cristianesimo ha profonde e antiche radici in Scandriglia: ce lo testimonia una lastra sepolcrale del IV secolo, redatta in greco, la cui epigrafe riferisce di un genitore sconsolato che compiange l’immatura morte del figlio. Da essa, possiamo ritenere ragionevole la dottrina cristiana secondo cui il paese sarebbe il luogo del martirio di S. Barbara: narra la leggenda che il padre Dioscuro, magistrato dell'imperatore Massimiano trasferitosi dalla Bitinia nella “nostra” zona dove aveva acquistato un podere, aveva portato con sè la figlia che, convertitasi al cristianesimo, provocò lo sdegno del genitore il quale la uccise con le proprie mani decapitandola di spada. Il suo corpo venne poi traslato nel duomo di Rieti all’inizio del IX secolo.
E siamo all’epoca medievale (sec. IX e X). La popolazione è terrorizzata dalle truppe saracene che, dall'875 al 925 occupano tutta la Sabina, e risponde al pericolo costruendo il "Catrum Scandriliae", castello sovrastante due fertili forre che radunò sotto la sua giurisdizione tutti gli abitanti dispersi tra montagne e campagne attigue.
Circa  100 anni più tardi (nel 1084), Scandriglia conobbe la potestà del conte Erbeo, che la devolse poi al monastero di Farfa, sotto la cui potestà rimase per svariati secoli prima di essere trasferita agli Orsini e successivamente agli Anguillara.
Di quest’ultima fase, si può attualmente
visitare la residenza degli Anguillara (1400 ca.), con "finestra bifora" e portali marmorei che decorano il fronte principale, e la Rocca, anch’essa di epoca medioevale.
Il centro reatino ebbe grande popolarità anche per via di uno dei più maestosi e vitali monasteri della Sabina: il monastero di S. Salvatore Maggiore, eretto nel sec. XI ad opera del marchese Uberto, come “penitenza” per le sue malefatte e dietro ispirazione di San Domenico da Foligno (divenutone primo Abate).
C’è poi anche il convento di San Nicola, che domina la graziosa cittadina dall’alto di uno sperone di roccia. Del XII secolo, conserva un pregevole trittico realizzato su tavole dipinte a tempera e rappresentante San Nicola, un angelo e la Pietà.
Tra i luoghi sacri che le genti della Sabina hanno innalzato nel tempo per venerare la Beata Vergine Maria, il santuario di S. Maria delle Grazie occupa un posto preminente, per varie ragioni: per il famoso convento e per i Santi che vi hanno dimorato;  per le grazie che i devoti hanno ottenuto dalla Vergine; per il patrimonio storico e artistico e per la sua mirabile ubicazione panoramica, che gli merita il titolo di "perla della Sabina".
Ultima perla artistica è la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, edificata nel sec. X come appare chiaro da una lapide affissa nello stesso edificio di culto, dove si custodiscono affreschi del ‘500 e ‘600.
Verso il 1860, Scandriglia fece parte del territorio dello Stato della Chiesa dopodichè, con l’Unità d’Italia del 1870, venne istituito comune della provincia di Perugia. Infine, nel 1927, a seguito dell'istituzione della provincia di Rieti, fù attribuito a quest'ultima
.

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