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Anche il cristianesimo ha profonde e antiche radici in
Scandriglia: ce lo testimonia una lastra sepolcrale del IV
secolo, redatta in greco, la cui epigrafe riferisce di un
genitore sconsolato che compiange l’immatura morte del
figlio. Da essa, possiamo ritenere ragionevole la dottrina
cristiana secondo cui il paese sarebbe il luogo del
martirio di
S. Barbara: narra la leggenda che il padre Dioscuro, magistrato dell'imperatore Massimiano
trasferitosi dalla Bitinia nella “nostra” zona dove aveva
acquistato un podere, aveva portato con sè la figlia che,
convertitasi al cristianesimo, provocò lo sdegno del
genitore il quale la uccise con le proprie mani
decapitandola di spada. Il suo corpo venne poi traslato
nel duomo di Rieti all’inizio del IX secolo.
E siamo all’epoca medievale (sec. IX e X). La popolazione
è terrorizzata dalle truppe saracene che, dall'875 al 925
occupano tutta la Sabina, e risponde al pericolo
costruendo il "Catrum Scandriliae", castello
sovrastante due fertili forre che radunò sotto la sua
giurisdizione tutti gli abitanti dispersi tra montagne e
campagne attigue.
Circa 100 anni più tardi (nel 1084), Scandriglia conobbe
la potestà del conte Erbeo, che la devolse poi al
monastero di Farfa, sotto la cui potestà rimase per
svariati secoli prima di essere trasferita agli Orsini e
successivamente agli Anguillara.
Di quest’ultima fase, si può attualmente
visitare
la
residenza degli Anguillara (1400 ca.), con "finestra
bifora" e portali marmorei che decorano il fronte
principale, e la Rocca, anch’essa di epoca medioevale.
Il centro reatino ebbe grande popolarità anche per via di
uno dei più maestosi e vitali monasteri della Sabina: il
monastero di S. Salvatore Maggiore,
eretto nel sec. XI ad opera del marchese Uberto, come
“penitenza” per le sue malefatte e dietro ispirazione di
San Domenico da Foligno (divenutone primo Abate).
C’è poi anche il convento di San
Nicola, che domina la graziosa cittadina dall’alto
di uno sperone di roccia. Del XII secolo, conserva un
pregevole trittico realizzato su tavole dipinte a tempera
e rappresentante San Nicola, un angelo e la Pietà.
Tra i luoghi sacri che le genti della Sabina hanno
innalzato nel tempo per venerare la Beata Vergine Maria,
il santuario di S. Maria delle Grazie occupa
un posto preminente, per varie ragioni: per il famoso
convento e per i Santi che vi hanno dimorato; per le
grazie che i devoti hanno ottenuto dalla Vergine; per il
patrimonio storico e artistico e per la sua mirabile
ubicazione panoramica, che gli merita il titolo di "perla
della Sabina".
Ultima perla artistica è la chiesa parrocchiale di
S. Maria Assunta, edificata nel sec. X come appare
chiaro da una lapide affissa nello stesso edificio di
culto, dove si custodiscono affreschi del ‘500 e ‘600.
Verso il 1860, Scandriglia fece parte del territorio dello
Stato della Chiesa dopodichè, con l’Unità d’Italia del
1870, venne istituito comune della provincia di Perugia.
Infine, nel 1927, a seguito dell'istituzione della
provincia di Rieti, fù attribuito a quest'ultima.
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