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Le origini di
Ostia
Verosimilmente il miglior prototipo (dopo Pompei) di città
romana giunto fino a noi, Ostia trae il suo nome da
ostium, foce, vocabolo che richiama il fatto che
anticamente il Tevere sfociava proprio qui nel mar
Tirreno.
La città, che si estendeva su una superficie di circa 69
ha., a quanto suggeriscono i risultati di molteplici
ricerche archeologiche, risale al 396 a.C., ed ha sempre
avuto un’importanza fondamentale per la politica
commerciale e militare romana.
Proprio in virtù di questa sua peculiarità economica, di
polo di interconnessione tra le grandi rotte commerciali e
la Capitale, Ostia crebbe, forse anche più della stessa
Roma, come una città cosmopolita, frequentata soprattutto
da viaggiatori, gente di commercio, artigiani, dove
convivevano razze, culture, lingue e religioni diverse. Lo
testimoniano i templi dedicati a Mitra, Cibele, Iside, la
sinagoga ebraica e la basilica cristiana.
Circa il porto,si iniziò con le strutture costruite da
Claudio (nel 42 d.C.) vicino all’attuale aeroporto
“Leonardo Da Vinci”, ampliate successivamente da Traiano
(106-113 d.C.) che realizzò il famosissimo e monumentale
bacino esagonale, più riparato, collegato al primo
tramite una fossa artificiale (l’attuale canale di
Fiumicino), eche doveva garantire un sicuro ricovero alle
navi, e rendere meno difficoltose le manovre alle
imbarcazioni.
Grazie a questo insostituibile organismo, Ostia divenne il
punto di raccolta di tutte le merci che dovevano
soddisfare le necessità di Roma; e con esse anche la
popolazione locale raggiunse i circa 100 mila abitanti,
come stà a dimostrare il fatto che dal II secolo a.C. si
cominciò a costruire anche fuori del castrum.
Con Costantino, Ostia ottenne una certa autonomia
amministrativa, ma è proprio in questo periodo (III
secolo) che inizia il suo declino (per l’importanza
assunta nel frattempo da Portus, dove ormai erano
state trasferite tutte le attività commerciali),
simultaneo a quello di Roma, sino a quando le invasioni
barbariche e la malaria non portano al suo abbandono (che
ebbe inizio quando cominciò ad essere tagliata fuori da
ogni comunicazione, vista la difficoltosa navigazione del
Tevere e la via Ostiense ormai ricoperta da boschi).
Si dovette attendere fino al IX secolo perché Gregorio IV
desse vita a un centro abitato sull’ansa che il Tevere
disegnava prima di finire la sua corsa in mare, una
posizione strategicamente assai rilevante che nei secoli a
venire portò all’erezione della torre cilindrica di
Martino V e più tardi al
castello di Giulio II°, uno dei primi esempi di
architettura militare.
Ma dell'antica Ostia, a quei tempi, si erano perse le
tracce, completamente insabbiata tranne che nel
Capitolium, rimasto nei secoli sempre visibile ma
convertito in ovile e conosciuto come "la casa rossa",
per via del colore dei suoi mattoni.
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