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27-02-2008

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Monterotondo

Le origini di Monterotondo

La cittadina alle porte della Capitale (26 km. a nord-est), sulla riva sinistra del Tevere, a 165 m. s.l.m., così denominata dalla forma di una delle cime (i Monti Cornicolani) che la sovrasta - chiamata "Mons Rotundum" appunto -, contraddistinta da un clima dolce in ogni stagione, si può raggiungere attraverso la linea ferroviaria Roma-Orte, in partenza dalla Stazione Tiburtina, meglio conosciuta come linea metropolitana "FM1", oppure sempre usufruendo dei mezzi pubblici, con la linea bus del CO.TRAL., in partenza dal piazzale antistante la suddetta stazione romana.
Ultima possibilità è quella dell'automobile: percorrendo la Via Salaria, dopo circa 15 Km. si giunge facilmente alla nostra meta.
Ideale vacanza per romani e turisti, invogliati dall’incanto dei luoghi e dalla gusto dei vini che qui si producono, lodati fin dall’antichità da Orazio, Ovidio e Marziale, la sua genesi è da ricercare nel primitivo territorio di Eretum, luogo fondato assai prima che sorgesse Roma e di cui ci tramandano gli antichi scrittori Plinio e Tito Livio.
Menzionato in epoca imperiale come “Campum Rutundum”, migliorato poi in “Castrum Rotundu”, “Monteritonno” e “Monterotondo”, dal XV sec. fu dominio degli orsini. Questi provvidero, nel 1503, a demolire, per disposizione di Cesare Borgia, la prima cinta muraria, ricostruita e ampliata poi nel XVII sec. dai Barberini: da questo momento in poi l’organizzazione urbana non deve affrontare consistenti metamorfosi fino all’unità d'Italia; si assiste, invece, tra Cinquecento e Seicento, all’elevazione di Monterotondo alla dignità di Ducato,  che comporterà, tra l’altro, l'erezione della del Duomo di S. Maria Maddalena (1629).
Quindi, il borgo passò al Marchese del Grillo di Genova, ed infine ai Boncompagni. Nel 1845 papa Gregorio XVI le conferì il titolo di "città", avvalorando ulteriormente quanto testimoniato da una pianta del Catasto Gregoriano, risalente al 1819, primo attestato topografico che chiarisce e comprova la realtà cittadina.
A causa della sua particolare ubicazione, il Comune fu ininterrottamente un luogo determinante per la "protezione" della Città Eterna, e "teatro" di battaglia dello scontro tra i garibaldini ed i soldati di Pio IX, ad eco del quale il 25 ottobre 1867 i soldati dell'eroe corso presero la città, dando alle fiamme la maestosa Porta Romana, ora Porta Garibaldi (vedi più sotto). Il 3 novembre successivo, però, le truppe di Garibaldi conobbero a Mentana una sonora sconfitta, onta lavata ben presto con la famosa presa di Roma a Porta Pia.
Iniziamo, dunque, il giro turistico della città, oggi popolata da circa 29800 abitanti. Si parte dalla stazione locale, attorno alla quale sorge la parte moderna, e si sale al paese antico lungo una carrozzabile di circa 2,8 km., purtroppo intensamente trafficata.
In alternativa, se non si vuole affrontare il rischio e la scarpinata, ci si può servire dei bus-navetta con capolinea sul piazzale della stazione, di fonte alla quale già si può ammirare un’ampia fabbrica in disuso  per la confezione di terrecotte.
Primo monumento importante della cittadina è Porta Garibaldi, eretta nel 1700 e coronata dal titolo risorgimentale: “O Roma o morte”).
A sinistra, percorrendo l’alberata via XXV Aprile, si giunge alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, interamente rinnovata nel 1929, all’interno della quale, a destra dell’altare maggiore, è custodito l’altorilievo marmoreo di Girolamo Orsini a cavallo.
Uscendo fuori, dal largo antistante la chiesa, si può avere una bella vista sulla vallata, i Monti Reatini - il cui punto massimo, il Terminillo, si eleva a circa 2216 mt. -, i Lucretili - con il Monte Gennaro a 1271 mt. - ed i Cornicolani - con i paesi di S.Angelo e Montecelio -.
Ritornando poi a Porta Garibaldi e salendo a destra, superando il grazioso Teatro, eretto nel 1920, si arriva al Duomo, costruito ad una navata ed in parte restaurato.
Continuando ancora a salire, si è alla vista della Torre dell’Orologio e al Palazzo del Municipio, progettato e realizzato nel 1600 dall’architetto Domenico Castelli.

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